La cottura sottovuoto a bassa temperatura anche a casa

Tutti ne parlano e tutti gli chef stellati la usano e la apprezzano, ma cosa si intende con cottura sottovuoto e a bassa temperatura o sous vide?

Storia:

Si ritiene che la cucina sottovuoto nota anche come sous vide, nasca in Francia nel 1974 e precisamente a Roanne, ad opera dello Chef George Pralus che applicò per primo questa tecnica scoperta negli anni ‘60. 

Il suo intento era quello di conservare  più a lungo i suoi Foie Gras senza però perdere l’aspetto ed il gusto originali.

Il boom vero e proprio di questa cottura è però iniziato negli ultimi anni e ad oggi sempre più Chef e non, la utilizzano nei loro ristoranti e cucine.

Cos’è e come funziona:

In cucina la temperatura è una componente importantissima e fa la differenza tra un piatto ben riuscito ed un completo disastro. 

Ecco che ci viene quindi in aiuto questa particolare tecnica:

essa si basa sulla cottura lenta degli alimenti messi precedentemente sottovuoto in speciali sacchetti di plastica e poi cotti a temperature basse e costantemente controllate (dai 50 ai 70 gradi e comunque non oltre i 100) per diverse ore. 

Di cosa abbiamo bisogno:

  • Speciali sacchetti di plastica predisposti a questo tipo di cottura (non bastano i tradizionali sacchetti per il congelatore).
  • Macchina per il sottovuoto professionale.
  • Contenitore di vetro, plastica o metallo che servirà per la cottura.
  • Bagno termostatato noto anche come Rooner o un forno a vapore.

Procedimento:

  1. Inserire l’alimento che si desidera cuocere all’interno del sacchetto di plastica, con eventuali condimenti, salse, spezie e verdure.
  2. Sigillare il sacchetto con una speciale macchina professionale per il sottovuoto.
  3. Inserire la busta sigillata all’interno della vasca di cottura riempita d’acqua, e servendosi del bagno termostatato (Rooner) procedere con la cottura.  Per quanto riguarda, temperatura e tempo di cottura, essi variano da alimento ad alimento e anche dal gusto personale. In ogni caso esistono tabelle specifiche con le ore di cottura per ogni singolo piatto.
  4. Al termine della cottura, aprire il sacchetto ed impiattare. In alternativa è possibile  consumare la nostra pietanza in un secondo momento, lasciandola raffreddare senza toglierla dal sacchetto sigillato e conservarla in frigo o in Freezer. Se si deciderà di consumarla in un secondo momento, basterà inserire nuovamente il sacchetto all’interno della vasca e rigenerarlo, riportandolo a temperatura.

Perché cucinare a bassa temperatura: Vantaggi e Svantaggi

La domanda sorge spontanea: perché cuocere per tempi più lunghi un piatto che potrebbe essere cotto in maniera tradizionale e in molto meno tempo?

Cucinare sottovuoto, ha diversi vantaggi ma anche svantaggi, vediamoli!

Vantaggi:

  • Gusto, aspetto e nutrienti presenti nei cibi ne guadagnano enormemente. Questo perché, il cibo all’interno del sacchetto è isolato dall’ambiente esterno ed evita di perdere le proprie sostanze nutritive durante la cottura. Aromi, morbidezza e sapore rimarranno invariati.
  • I cibi non si ossidano e mantengono i loro colori brillanti senza annerirsi o bruciarsi. 
  • Maggiore durata: grazie a questo tipo di cottura e conservazione i cibi possono durare in frigo o in freezer più giorni rispetto ai metodi di cottura e conservazione tradizionali. 
  • La qualità del cibo: Visto che la cottura viene fatta senza l’aggiunta di ulteriori grassi, il risultato sarà un piatto più salutare e leggero

Svantaggi:

  • Le basse temperature di cottura possono aumentare il rischio di cuocere troppo poco gli alimenti  e di non eliminare eventuali batteri presenti nel cibo. Studi dimostrano che solo dai 75 gradi in su, tutti i batteri e le impurità vengono eliminate. Per ovviare a questo problema è importantissimo seguire le tempistiche di cottura indicate, informarsi sulle soglie di sicurezza diverse per ogni alimento e rifornirsi solo da fonti affidabili e sicure.
  • Tempo di cottura molto lungo: questa problematica, può essere risolta e anzi trasformata in un vantaggio dedicando ad esempio qualche ora nel weekend, e dimenticando i fornelli per il resto della settimana quando i tempi per cucinare sono ristretti. La sicurezza degli alimenti non ne risentirà, perché come detto, questo metodo di conservazione permette al cibo di restare molti più giorni in frigo.
  • Cucinare con questa tecnica, richiede l’utilizzo di apparecchiature professionali o semiprofessionali, non sempre economiche.

Cosa cucinare sottovuoto:

Non ci sono particolari limiti e tutti gli alimenti si prestano alla cottura sottovuoto e a bassa temperatura

Pesce, verdure e persino le uova traggono vantaggio dalla cottura sottovuoto, ma è con la carne che i risultati sono eccellenti.

I tagli di carne rossa traggono enormi benefici sia in termini di gusto che in termini di morbidezza, rendendo anche le carni più dure, facili da mangiare.

Mentre i tagli di carne bianca, notoriamente più secchi, restano morbidi e succulenti. 

Ora che avete conosciuto un po’ più da vicino questo tipo di cottura e vi siete fatti un’idea più precisa dei pro e dei contro, non vi resta che scegliere quale metodo di cottura preferite!

Se siete interessati alla cottura sottovuoto e a bassa temperatura, ma i costi iniziali vi spaventano, sappiate che noi del Supermercato Melotto, forniamo su richiesta le nostre carni anche all’interno di questi speciali sacchetti sigillati con apparecchiature professionali.

Che aspettate quindi?! 

Venite a trovarci a Isola Rizza (VR) o contattateci tramite il nostro canale WhatsApp, per avere maggiori informazioni o per le prenotazioni:

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Ricetta Involtini con foglie di vite

Ricetta Involtini con foglie di vite di Gusta De Gusta Blog che potete trovare anche al seguente link

In natura non si butta nulla, esistono parti di vegetali che con stupore si scoprono commestibili, e non solo anche buone dal punto di vista del gusto.

Accade anche con le foglie di vite, utilizzate nella cucina Greca e in quella Coreana, donano un gusto particolare ai piatti, ne dolce ne salato ma particolarmente aromatico.

Oltre a fornire fibre e proteine al nostro organismo, mi raccomando foglie di vite non trattate, io ho la fortuna di utilizzare quelle delle mie piante.

La ricetta che vi lascio oggi è ispirata ai famosi Dolmadakia Yialantzì, involtini di riso e agnello tipici della cucina Greca, io però ho voluto sostituire il riso con il rosso hermes e accompagnare il tutto con una salsina ispirata alla salsa tzatziki, sostutuenso l’aglio con lo scalogno.

In base alle quantità che decidete di preparare può essere considerato antipasto o secondo piatto.

Ingredienti per 10 foglie di vite:

  • 10 foglie di vite
  • 450 gr di agnello
  • 1 spicchio d’aglio
  • birra chiara qb
  • sale
  • pepe nero
  • olio evo
  • 6 foglie di menta

Per la salsa:

  • 100 gr Yogurt Greco
  • 2 scalogno
  • 4 foglie di menta

Procedimento:

  1. Tagliate la polpa di agnello a pezzetti piccoli, rosolate con un filo d’olio d’oliva, sfumate aggiungendo circa 200 ml di birra, coprite e fate cuocere per circa 20 minuti. Lasciate raffreddare.
  2. Scolate la carne dal brodo, il brodo vi servirà per cuocere il riso. Fate bollire il brodo aggiungendo acqua, fate cuocere il riso ( circa 25/28 minuti), scolate.
  3. Lavate bene le foglie di vite ed asciugatele.
  4. Mescolate il riso con la carne, aggiungete menta tritata, sale, pepe, amalgamate bene.
  5. Disponete le foglie di vite su di un tagliere, riempite con il composto ottenuto in precedenza, chiudete le foglie su se stesse e fissate con stuzzicadenti.
  6. Nel mixer tritate lo scalogno con un filo di olio evo, aggiungete la menta, quindi versate il composto nello yogurt e salate, fate riposare in frigo fino al momento del servizio.
  7. In una padella fate scaldare un filo di olio evo, inserite gli involtini nella padella e fate cuocere 5 minuti per lato a fiamma vivace.

Servite con la salsa

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Storia, Caratteristiche e Ricetta della Porchetta di Ariccia IGP

Storia:

Porchetta di Ariccia IGP

La Città di Ariccia è una delle località più conosciute e popolari tra quelle che vanno a formare l’area dei Castelli Romani a poca distanza da Roma. 

La sua fama è legata indissolubilmente ad un famoso piatto della tradizione Italiana e Romana: la Porchetta di Ariccia.

La produzione di questo piatto si ritiene abbia origini antichissime, risalente addirittura alla popolazione dei Latini che hanno popolato quelle zone ancor prima della dominazione Romana e che, secondo la tradizione, veniva preparata dai sacerdoti per essere offerta in sacrificio a Giove Laziale, presso il suo tempio sul Monte Cavo.

Non solo, si ritiene che, grazie alla successiva presenza dei nobili Romani, soliti trasferirsi durante l’estate presso quelle zone, questo piatto, sia stato ulteriormente valorizzato al punto che vi sono testimonianze del fatto che gli stessi imperatori Romani prediligessero questa carne nei loro suntuosi banchetti. 

Oggi la porchetta di Ariccia, ha ricevuto il famoso riconoscimento IGP e dal 1950, viene celebrata ogni anno tra fine agosto e inizio settembre, quando i porchettari di Ariccia allestiscono l’omonima Sagra della Porchetta e celebrano e fanno conoscere questo antico piatto della tradizione Romana ai turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

Caratteristiche e preparazione:

La Porchetta di Ariccia IGP è riconoscibile per la sua forma cilindrica a cui, in una delle estremità, viene tradizionalmente lasciata la testa del maiale con in bocca un limone ed ha un peso che varia tra i 27 e i 45 Km mentre il tronchetto varia tra i 7 e i 13 kg. 

Si contraddistingue per una carne bianca e rosata all’interno, in cui risaltano le spezie utilizzate per insaporirla e per una cotenna marrone e croccante all’esterno, che si va a formare durante la lenta cottura che può durare diverse ore.

Il processo di preparazione, segue l’antica tradizione tramandata di generazione in generazione dalle antiche famiglie produttrici ed è perlopiù manuale. 

La carne di maiale tradizionalmente femmina (perchè più magra) viene prima di tutto disossata, pulita e salata. 

Dopo un periodo di riposo viene massaggiata, per permettere al sale di assorbirsi. 

In seguito, vengono aggiunte le varie spezie: Aglio, Rosmarino e Pepe e la carne viene poi legata con uno spago per permettere all’arrosto di rimanere compatto durante la cottura e facilitare il taglio. 

La ricetta termina con la una lenta cottura allo spiedo in forni a legna o a gas.

Durante la cottura, il grasso che si scioglie viene raccolto e utilizzato per bagnare la cotenna della porchetta, per evitare che si bruci o che si cuocia troppo in fretta, lasciando l’interno ancora crudo. 

Al termine della cottura, l’arrosto viene lasciato raffreddare per diverse ore in speciali camere

Utilizzo e Ricette:

La Porchetta viene tradizionalmente servita fredda, tagliata a fette da mangiare da sola o all’interno di panini imbottiti, che costituiscono uno dei principali Street Food Italiani.

Potrete trovarla così, fino ad esaurimento scorte, anche all’interno del nostro centro e gustarla a casa o durante la pausa dal lavoro, all’interno di un buon panino.

Esistono anche diverse semplici ricette che utilizzano la Porchetta di Ariccia, che si presta facilmente a semplici primi piatti di pasta come ad esempio i Paccheri con Porchetta e Pecorino romano

Passate quindi al Supermercato Macelleria Melotto per gustare questo buonissimo piatto.

Potete in alternativa chiamarci o scriverci tramite il numero WhatsApp per le prenotazioni:

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